Mitsubishi Pajero (2000–2006): la svolta verso il comfort e la fine del cabriolet

Mitsubishi Pajero 4 porte del 2000 con paraurti anteriore rinforzato e colore grigio metallizzato.
Mitsubishi Pajero 3.2 DI-D del 2000 – Terza generazione del famoso fuoristrada giapponese

All’inizio del nuovo millennio, il fuoristrada giapponese per eccellenza cambia profondamente pelle. Con la terza generazione del Mitsubishi Pajero, commercializzata tra il 2000 e il 2006, il costruttore nipponico compie una trasformazione radicale: più comfort, più tecnologia, ma anche un progressivo allontanamento dalle sue origini più spartane.

Per la prima volta nella sua storia, il Pajero abbandona il classico telaio a longheroni per adottare una struttura monoscocca integrata, soluzione che migliora nettamente il comfort su strada ma rappresenta una rottura simbolica per i puristi. Questa generazione segna inoltre la scomparsa definitiva del celebre Pajero cabriolet, la cui cappotta mitsubishi pajero aveva conquistato gli appassionati di 4x4 scoperti negli anni Novanta. Tra nostalgia e modernità, il Pajero 2000–2006 incarna una fase di transizione cruciale, in cui il vero fuoristrada si trasforma in SUV di fascia alta.

Una rottura tecnologica: il Pajero cambia struttura

Addio telaio separato, benvenuta monoscocca integrata

Presentata ufficialmente al Salone di Tokyo del 1999, la terza generazione del Pajero (codici V60 e V70) rompe con una tradizione iniziata nel 1981. Mitsubishi introduce una struttura monoscocca con telaietti anteriori e posteriori integrati, una soluzione pensata per ridurre il peso complessivo e aumentare la rigidità torsionale.

I numeri parlano chiaro: la rigidità aumenta di circa il 300%, le vibrazioni diminuiscono sensibilmente e il comportamento stradale guadagna in precisione. Tuttavia, questa architettura rende le riparazioni in condizioni di off-road estremo più complesse e meno “artigianali” rispetto ai modelli precedenti.

Per molti appassionati storici, questo Pajero non è più “quello vero”. Viene meno quella robustezza facilmente riparabile del Pajero II, il cui telaio separato sopportava senza difficoltà un uso intensivo. Era proprio questa configurazione che permetteva l’installazione semplice di una cappotta mitsubishi pajero sulle versioni corte cabriolet.

Motorizzazioni e trasmissione: la solidità resta

Sotto il cofano, Mitsubishi non rinuncia alla sua reputazione di affidabilità. L’offerta motori comprende:

  • 3.2 DI-D quattro cilindri turbodiesel, 165 CV (poi 175 CV dal 2004),
  • 3.5 V6 benzina 24 valvole da 203 CV, destinato soprattutto ai mercati asiatici e mediorientali,
  • 3.8 V6 MIVEC introdotto nel 2003 su alcune versioni Exceed.

La trasmissione Super Select 4WD-II rimane una delle più sofisticate del periodo. Consente il passaggio da 2H a 4H fino a 100 km/h, con differenziale centrale a giunto viscoso. Un vantaggio concreto rispetto a rivali come Toyota Land Cruiser Prado o Nissan Patrol, meno flessibili nell’uso quotidiano.

Design: il Pajero entra negli anni Duemila

Dal punto di vista estetico, il Pajero III mantiene le proporzioni massicce che lo hanno reso celebre, ma addolcisce le forme. I fari diventano ovali, le superfici più fluide e la calandra assume un aspetto più aerodinamico.

Posteriormente, la ruota di scorta resta fissata al portellone laterale, elemento iconico del modello. Mitsubishi continua a equipaggiarla con un copriruota pajero rigido, spesso cromato o verniciato in tinta carrozzeria, chiaro segnale di status.

Le versioni Exceed e GLS adottano di serie una copriruota mitsubishi pajero elegante, impreziosita dal logo tridimensionale dei tre diamanti.

Il Pajero tra eredità storica e concorrenza

La scomparsa del cabriolet: la fine di un’epoca

L’assenza più evidente di questa generazione è la totale eliminazione della versione cabriolet. Tra il 1991 e il 2000, il Pajero offriva ancora una variante corta con tetto in tela ripiegabile su archi metallici, rendendolo uno dei rarissimi 4x4 scoperti sul mercato insieme alla Jeep Wrangler e al Suzuki Vitara cabriolet.

Nel 2000, Mitsubishi ritiene che la domanda di 4x4 decappottabili sia ormai marginale. I clienti privilegiano comfort, climatizzazione e sicurezza passiva. Il Pajero cabriolet, con la sua cappotta mitsubishi pajero in tela alpaca e i finestrini con zip, esce di scena senza eredi.

Questa scelta segna simbolicamente il passaggio definitivo dal fuoristrada avventuroso al SUV familiare.

Confronto con i rivali: Land Cruiser, Patrol e Grand Cherokee

All’inizio degli anni 2000, il Pajero deve confrontarsi con concorrenti di alto livello. Il Toyota Land Cruiser Serie 120 punta sulla reputazione di affidabilità globale, mentre il Nissan Patrol Y61 resta il riferimento per il fuoristrada puro. Il Jeep Grand Cherokee WJ, invece, conquista il pubblico con comfort e immagine premium.

Il Pajero si colloca in posizione intermedia: più dinamico del Patrol, più robusto del Jeep e più raffinato del Land Cruiser. Tuttavia, perde parte della sua identità storica: niente più telaio separato, niente più cabriolet, e una vocazione sempre più stradale.

Lo spirito Dakar continua

Nonostante l’evoluzione verso il comfort, Mitsubishi mantiene un forte legame con le competizioni. Il Pajero Evolution, derivato dal modello di serie, domina la Dakar con vittorie consecutive nel 2001, 2002, 2003 e 2004, grazie a piloti come Hiroshi Masuoka e Stéphane Peterhansel.

Questi successi alimentano il mito e dimostrano che, sotto l’aspetto più raffinato, il Pajero resta un autentico fuoristrada. Le versioni stradali beneficiano infatti di sospensioni a grande escursione e del sistema Active Traction Control, direttamente ispirato alle competizioni.

Vita a bordo, finiture e filosofia del Pajero moderno

Interni: dal rustico al raffinato

L’abitacolo del Pajero 2000–2006 rappresenta una rottura netta con il passato. La plancia ridisegnata utilizza materiali morbidi al tatto, integra uno schermo centrale nelle versioni più ricche e offre un’ergonomia da vera autovettura.

Il selettore delle marce ridotte resta ben visibile, ma tutto il resto punta al comfort: sedili in pelle, climatizzatore automatico, impianto audio Rockford Fosgate. Questa impostazione allontana il Pajero dall’immagine del fuoristrada spartano con cappotta mitsubishi pajero, ma conquista una nuova clientela.

Comportamento su strada e in fuoristrada

Su asfalto, la differenza rispetto alla generazione precedente è evidente: sterzo più preciso, rollio contenuto e un eccellente isolamento acustico. In off-road, invece, il peso elevato (oltre 2.200 kg) e una luce a terra inferiore penalizzano leggermente le prestazioni estreme.

Il sistema Super Select 4WD-II compensa con efficacia, offrendo blocco del differenziale centrale, ridotte automatiche e possibilità di utilizzo in 4x2 per contenere i consumi.

Accessori, copriruota e identità

La ruota di scorta, protetta da un copriruota mitsubishi in ABS verniciato o cromato, diventa un vero elemento stilistico. Per alcune versioni iniziali, Mitsubishi proponeva anche una copertura morbida con logo Dakar, richiamo diretto ai successi sportivi del marchio.

Anche se la classica capote è scomparsa, il Pajero conserva una vocazione modulare: portapacchi, tende da tetto e protezioni laterali ricordano che le sue radici affondano ancora nel mondo dell’avventura.

selettore di velocità 4x4 tipo “super select” all'interno dell'abitacolo del Pajero 3
Interni della Pajero III nella versione con cambio automatico e finiture di alta qualità
Cappotta Mitsubishi Pajero Soft Top di colore nero e versione 4 porte del Pajero 3
A sinistra: se la Pajero 3 fosse stata una cabriolet, avrebbe potuto avere questo aspetto! - A destra: versione a cinque porte della Pajero.

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